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| Sciacca, un viaggio gastronomico tra luce e mare. |
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Siamo in Sicilia, in piena estate. I monti intorno a Palermo troneggiano sopra il mare ed i lembi di pianura ai loro piedi quasi non si notano al cospetto delle grandi rocce; sono le due del pomeriggio e la luce abbagliante inghiotte il paesaggio mentre percorriamo l'autostrada che ci porta a Sciacca.
La Sicilia, per la sua posizione al centro del mediterraneo, è il punto di incontro, non solo geografico, tra tre continenti e tre culture: l'Europa, l'Africa e il Medio-Oriente. La sua storia millenaria l'ha vista protagonista dell'incontro di popoli e di culture: Greci, Romani, Bizantini, Arabi, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, Spagnoli. La Sicilia è stata capace, nei secoli, di accogliere la cultura e le tradizioni di questi popoli fondendole e rielaborandole in forma originale. Anche la cucina siciliana ha seguito questo percorso: le sue radici gastronomiche affondano, infatti, nella storia stessa dell'isola e nelle culture dei popoli che qui si sono succeduti; ritroviamo radicate in Sicilia tradizioni "esotiche" come ad esempio quella di cucinare il cuscus, piatto tipico trapanese, qui a base di pesce diversamente dal piatto arabo a base di carne. Derivano dalla cultura araba le tecniche di pesca delle tonnare ed il sorbetto; dagli Spagnoli deriva il pan di spagna, base della cassata siciliana. Inoltre lo splendido clima isolano ha permesso alla cucina siciliana di arricchirsi e di fare propri numerosi frutti "esotici" importati dai nuovi colonizzatori: gli agrumi, ad esempio, importati dagli arabi, il finocchietto selvatico, pianta nativa delle Canarie, il pomodoro, originario delle Americhe, fino all'arrivo dall'India delle melanzane nel XVII secolo. A Sciacca ci accolgono e ci guidano Renato Fornace e Matteo Mangiacavallo della For.ti Service; sono l'anima informatica della città: la loro attività di promozione delle nuove tecnologie in questa terra è quasi pionieristica. Seguiamo un itinerario fitto di appuntamenti gastronomici supportati dallo chef Giovanni Lorenzo Montemaggiore presidente e fondatore dell'associazione enogastronomica Isola Ferdinandea, oltre che vicepresidente dell'associazione cuochi di Agrigento, Officier Chef Rottiseur e Cordon Bleu di Francia.
Raggiungiamo quindi l'enoteca Nonsolovini dove ci accoglie la
proprietaria Rosalia Dimino, in un ambiente rustico ed al contempo
elegante: le pareti sono dipinte di giallo ocra e gli scaffali di
legno scuro espongono un gran numero di bottiglie di vino.
L'enologia siciliana, negli ultimi anni, sta facendo passi da
gigante; lo si nota percorrendo l'autostrada tra Palermo e Sciacca:
la vite ha preso il sopravvento sulle colture più tradizionali quali
quella degli agrumi o quella millenaria del grano. Negli ultimi
anni, accanto ai vitigni tradizionali, sono stati messi a coltura
nuovi vitigni quali lo Chardonnay o il pinot nero. Ci supporta nella
degustazione l'enologo Davide Puleo, redattore, tra l'altro, del
sito internet Wordls Wines Web. In serata ci spostiamo nel centro storico di Sciacca; sono molti i turisti che passeggiano tra le vecchie strade ricche di vestigia storiche e negozi alla moda; entriamo nel ristorante Amadeus dove ci accolgono i proprietari, i due fratelli Pippo e Calogero: uno si occupa della sala, l'altro della cucina. Le pareti del locale sono dipinte di vivaci colori mediterranei: il rosso profondo e l'ocra; gli archi antichi sono in pietra a vista. La cena è una carrellata di specialità tipiche della Sicilia occidentale con qualche rielaborazione personale dello chef. La specialità della casa sono certamente i ricci di mare: mangiati così freschissimi come antipasto oppure come condimento di un'ottima pasta con i ricci. La nota caratteristica è il loro sapore di mare: li paragoniamo ad un "sorbetto" per la loro capacità di liberare la bocca dai sapori e far rinascere l'appetito. Da ricordare, tra i primi piatti, la regina delle paste siciliane, gloria e vanto della cucina palermitana: la pasta con le sarde. Tra gli antipasti che ci sono piaciuti particolarmente segnaliamo le sarde marinate e le sarde alla beccafico, un altro piatto tipicamente siciliano. Il mattino
successivo scendiamo al porto; esso si trova alle falde della
collina che ospita Sciacca; è fatto di vecchie case dipinte di calce
bianca. Queste piccole case, strette una sull'altra, sembrano mute
di fronte alla vastità del mare che le circonda. Sulle banchine
animate sono attraccati molti pescherecci, Non tutti
sanno che a Sciacca vengono lavorati il 70% dei prodotti
ittico-conservieri italiani: alici, acciughe, bottarga, ...; molte di queste merci Visitamo
quindi la pasticceria Royal, che si trova dalle parti del Castello
Luna, nota soprattutto per la preparazione della cassata
siciliana.
Sempre in zona, visitiamo le Cantine Sociali Riunite, la principale cooperativa di Sciacca. In Sicilia le viti sono coltivate "ad alberello" non più alto di qualche decina di centimetri; i filari sono delle righe verdissime nel paesaggio brullo che corrono sull'ondulazione delle colline: è come un disegno a matita verde, tracciato su di una carta da pacco. Ci accoglie il vicepresidente e l'enologo della cantina. In questo periodo sono tutti indaffarati nella raccolta e nella lavorazione dello Chardonnay che in questa splendida isola dal clima mite si raccoglie già nella prima settimana di Agosto; la raccolta dello Chardonnay si fa di notte quando la fresca brezza delle montagne dell'entroterra trova spazio anche sulle colline costiere: in questo modo si evita che il troppo caldo favorisca la distruzione dei profumi nel delicato momento della raccolta. L'enologo ci fa degustare questo Chardonnay appena fatto: un ampio bouquet si espande nella bocca riempiendoci di gusto. Ci sentiamo di dire che l'ingrediente principale per ottenere questo chardonnay innovativo è senza dubbio il sole di Sicilia: accanto alla freschezza tipica di questo vitigno, il sole isolano ha aggiunto una certa dose di corposità. Degustiamo poi un vino locale, un bianco affinato per 3 anni in botti di Rovere, tipicamente siciliano per la forza ed il vigore dei suoi 15 gradi; MELKARTH è il suo nome ed è ottenuto con la pressatura soffice di uve ad alto contenuto zuccherino. E' un ottimo vino da dessert.
Proprio nel centro storico di Sciacca si trova la gelateria Olympia; è un bar molto elegante, con un grande bancone di legno lucidato. E' una meta celebrata per il gelato e si ricorda ancora quando, diversi anni fa, ancora di gelaterie ce n'erano poche, alla domenica mattina si faceva la fila per acquistare il gelato. Il proprietario, Calogero Vaianella, ci mostra il suo laboratorio dove ci prepara un ottimo gelato al cioccolato. In Sicilia il gelato non si gusta sul cono ma in un panino morbidissimo, la "brioche", ricoperto di panna fresca. Tra le specialità di questa gelateria troviamo l'originale gelato al caffè bianco.
Risotto alla
pesca e gamberi Pizza all'arancia Spigola alla saccense Ova murina
La mattina dopo, partiamo con malincuore dalla Sicilia; è tardi ed il volo ci aspetta. Un saluto veloce e scappiamo sicuri di ritornare. |
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Ultima modifica: lunedì, 30 ottobre 2000 Copyright ©
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